FAQ

CHE SCUOLA È IL BARBARIGO?

Il Barbarigo è un istituto paritario che comprende queste scuole: secondaria di primo grado (“medie”), liceo classico, liceo scientifico (anche con l’opzione scienze applicate) e tecnico economico (con opzione AFM, cioè amministrazione finanza a marketing).

COSA VUOL DIRE SCUOLA PARITARIA?

Paritaria è una scuola che fa servizio pubblico (istruzione) ma è gestita da un “privato”, che in questo caso è del tutto particolare: la Diocesi di Padova. In Italia esistono scuole statali, cioè gestite direttamente dallo Stato, e scuole paritarie, gestite da altri enti (Comuni, fondazioni, associazioni, realtà private…): insieme costituiscono il sistema nazionale dell’istruzione, governato dal MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca).

PERCHÉ IL BARBARIGO È CHIAMATO “LA SCUOLA DEL VESCOVO”?

Il “Collegio Vescovile Barbarigo” in effetti è stato fondato nel 1919 proprio da un vescovo, l’allora vescovo di Padova mons. Luigi Pellizzo, ed è sempre stato seguito con attenzione dai suoi successori. Anche oggi il vescovo è il responsabile “ultimo” del Barbarigo: nomina i sacerdoti che operano nella scuola, indica le linee d’azione, sceglie i consiglieri d’amministrazione… Attualmente il Barbarigo, l’unica scuola paritaria dipendente direttamente dalla Diocesi di Padova, s’impegna a reinterpretare in chiave moderna la ricca tradizione culturale ed educativa della Chiesa padovana.

DA DOVE PROVIENE IL NOME BARBARIGO?

Come varie altre realtà della Chiesa di Padova, il riferimento è a san Gregorio Barbarigo, che fu vescovo di Padova dal 1664 al 1697. Uomo di grande cultura e spiritualità, pastore illuminato e generoso, ebbe il grande merito di portare a Padova le “novità” del Concilio di Trento.

MA È UN COLLEGIO?

Il nome “collegio” resta nelle intestazioni ufficiali (e scolpito nell’ingresso di servizio di via Rogati 19!) ma da alcuni decenni non esiste più la possibilità di ospitare ragazzi o giovani studenti secondo la tradizionale formula del “convitto”. Alcuni studenti, provenienti da fuori città o regione, trovano accoglienza in altri istituti della città, con i quali il Barbarigo stringe accordi per favorire l’ospitalità di chi la richiede. 

PER FREQUENTARE LA SCUOLA SI PAGA UNA RETTA?

Data la condizione delle scuole paritarie in Italia, per frequentare il Barbarigo è necessario sostenere una spesa, richiesta dal dovere di stipendiare chi lavora, dal mantenimento e rinnovamento della struttura, ecc… Dal 2017/18 la quota di frequenza mensile viene modulata in base al reddito familiare (attestato dall’ISEE). E comunque c’è la possibilità di (modesti) recuperi IRPEF, di chiedere borse di studio e agevolazioni per i fratelli e di aderire al buono scuola della Regione Veneto.

CI SONO CRITERI PER FISSARE LE RETTE?

Il Barbarigo è scuola “non profit”, cerca semplicemente di pareggiare i conti di gestione e non ha ambizioni di guadagno. Le quote di frequenza sono fissate con il criterio di suddividere fra tutti quanto è dato in comune agli studenti da parte dei docenti dipendenti dall’Istituto, compresi gli sportelli didattici per le Superiori e lo studio assistito e i laboratori per le Medie; quanto è in più (corsi di certificazione linguistica, sostegno individualizzato, lezioni di strumento musicale…) viene suddiviso esclusivamente tra chi ne usufruisce.  

QUALI STUDENTI SI POSSONO ISCRIVERE AL BARBARIGO?

Qualsiasi ragazzo e ragazza, senza distinzione di religione, provenienza etnica e sociale: in quanto scuola “cattolica”, il Barbarigo è aperto a tutti coloro che ne condividono l’impostazione educativa e s’impegnano a rispettarne lo stile.

SI ACCOLGONO ANCHE RAGAZZI CON DIFFICOLTÀ?

Compatibilmente con la situazione della persona e con la possibilità di accompagnare gli studenti ai traguardi scolastici e formativi, le porte sono aperte a tutti: sia a ragazzi con disturbi di apprendimento (DSA) sia ad alunni con certificazioni cliniche di diversa entità e portata (es. legge 104).

GLI STUDENTI DEVONO SOSTENERE GLI ESAMI OGNI ANNO?

Un tempo era necessario validare il percorso scolastico di ogni anno con l’esame svolto nella scuola statale, oggi (da decenni, in realtà) non è più così: le scuole del Barbarigo, avendo conseguito il riconoscimento della parità, “producono” titoli di studio validamente riconosciuti in Italia, anzi in Europa. Gli esami sono previsti solo alla conclusione del percorso della secondaria di primo grado (“licenza media”) e delle secondarie di secondo grado (“maturità”), come per le scuole statali.

DOVE E COME SI SVOLGONO GLI ESAMI DI MATURITÀ?

Si svolgono in sede, al Barbarigo. E nelle stesse modalità delle scuole statali: attualmente, con una commissione formata da tre docenti interni e tre (più il presidente) esterni. Se i nuovi decreti in via di approvazione regaleranno novità, le porteranno per le scuole statali e per le scuole paritarie.

I DOCENTI SONO TUTTI SACERDOTI?

I sacerdoti impegnati nella scuola sono proprio pochi al Barbarigo: il rettore, in quanto preside; l’animatore spirituale, che è pure insegnante di religione; altri insegnanti di religione; un docente di lettere. Tutti gli altri, una trentina circa, sono insegnanti laici, uomini e donne. Dopo il ritiro della comunità delle suore, anche tutto il personale non docente (segreteria, portineria, addette alla mensa e ai piani…) è costituito da laici.