Editoriale del rettore

Una scuola che apre la mente e il cuore

Ha una fonte autorevolissima il motto del Barbarigo di quest’anno: “(Barbarigo smart) per aprire la mente e il cuore”. È quanto ci ha detto papa Francesco il 10 maggio scorso, in piazza San Pietro, a conclusione dell’incontro con il mondo della scuola italiana: “La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E questo è bellissimo!”.

L’incontro di Roma è stato molto apprezzato, coinvolgente e appassionante anche per noi del Barbarigo; i messaggi che il papa ci ha lasciato potranno portar frutto per molto tempo, se li prendiamo sul serio e cerchiamo di attuarli. Così, per esempio, noi tentiamo:

  • due classi dello Scientifico partecipano al festival della Scienza di Genova, e tutto l’Istituto intensifica l’attività di laboratorio e il metodo della ricerca;
  • la storia non si studia solo sui libri, ma si visitano luoghi significativi per la memoria, si vedono film, s’incontrano persone significative;
  • l’inglese non è solo libro da studiare ma esperienze da vivere, persone da incontrare negli scambi internazionali di classe e individuali, realtà “diverse” da conoscere e apprezzare;
  • diversi progetti e attività portano i ragazzi a confrontarsi su tematiche “reali” come la salute, le dipendenze, l’alimentazione, la responsabilità civica… e con persone significative, che aiutano a riflettere e a fare scelte di bene.

?Come preside, coltivo in grande questo “sogno” e, con tutti i docenti e collaboratori, cerco di farlo diventare realtà: ragazzi e ragazze che sì studiano e apprendono (questo è il primum della scuola!) ma senza restare fossilizzati sui libri! Anzi aprendosi alla realtà, usando bene i talenti e mettendo i propri doni (e ciascuno ne ha tanti, magari più di quelli che vede ora) a servizio degli altri. Gli strumenti “smart” sono utilizzati e incentivati non per moda o obbligo ministeriale né solo per i vantaggi pratici, ma anche con questo obiettivo di apertura globale:

  • il compagno assente a lungo per malattia può seguire il percorso della classe grazie ad e-mail, strumenti Google (Drive e Classroom), whatsapp e dintorni;
  • il ragazzo dislessico trae vantaggio dagli strumenti digitali che favoriscono l’apprendimento e la rielaborazione ed espressione personale;
  • chi è all’estero resta in contatto con i compagni e i professori grazie alla tecnologia;
  • le spiegazioni dei docenti diventano più coinvolgenti con l’ausilio degli strumenti digitali, della lavagna multimediale o del grande schermo tv;
  • addirittura, lo sportello didattico si può fare via Skype, in orario più agevole per professore e studenti;
  • … e altre sorprese che non mancheranno durante l’anno!

?Il Barbarigo va avanti con fiducia lungo una strada costellata, pur con i limiti umani, di tanto bene, di “miracoli educativi”, di riconoscenza grande da parte di giovani e famiglie che tornano volentieri a salutare e ringraziare. In questo tempo la scuola italiana vive ancora situazioni e dinamiche di transizione, verso un futuro ipotizzato “buono” ma tuttora denso di interrogativi e comunque alle prese con un presente segnato da lentezze, precarietà, incertezza (per le scuole paritarie in particolare): come scuola della Chiesa diocesana ci sentiamo chiamati a portare qualità formativa, innovazione, speranza. 

E a volgere lo sguardo in avanti. Non solo ai nove mesi dell’anno, che ci auguriamo sereni e fruttuosi, ma anche a traguardi di “vita”: ben impostata, vissuta appieno, ricca di relazioni, spesa generosamente. A mente e cuore aperti. “E questo è bellissimo!” ha detto papa Francesco e noi lo ripetiamo con convinzione.

Il Preside

don Cesare Contarini