Angela Onisto


San Lorenzo, Ecuador: una piccola città da 40 mila abitanti affacciata sul Pacifico, a pochi chilometri dall’equatore e dal confine colombiano. Quando Angela chiama il mio telefono, nel paese sudamericano sono le 6 del mattino e ci sono già quasi 30 gradi, un’umidità che mozza il fiato.

È qui che Angela Onisto, padovana di 23 anni, ha deciso di trascorrere un anno dopo la laurea in ostetricia a Padova. «Tutto è iniziato da una proposta dei comboniani di Padova, con i quali ero già stata in Ecuador qualche anno fa – racconta – Attualmente lavoro nell’ospedale della città, nell’area maternità da poco rinnovata grazie all’opera di una volontaria italiana».

La giovane ostetrica è venuta ad aiutare, ma anche per imparare: «In due mesi qui ho assistito a più parti che in due anni di tirocinio a Padova. Presso l’ospedale ci sono circa 800 parti l’anno ma le parteras, le levatrici del popolo, ne fanno nascere almeno il doppio e sono riconosciute dal ministero. A volte però, quando le cose si complicano, rischiano di essere pericolose».

Un lavoro difficile ma appagante: «Qui ad esempio posso prescrivere farmaci, mettere in atto tutto quello che ho studiato. Anche se le condizioni non sono certamente quelle italiane: ad esempio non si fa il tracciato durante tutto il travaglio perché manca la carta; dell’epidurale non parliamo neanche, perché non esiste».

Un aspetto molto problematico è la giovane età delle partorienti, spesso poco più che bambine: «Si fa il primo figlio tra i 15 e i 17 anni, a 22 si viene già per il terzo. Solo la settimana scorsa però ho fatto partorire tre ragazzine di 13 anni». Allo stesso tempo però, l’esperienza del parto è vissuta con più naturalezza: «Di solito le ragazze hanno già assistito ad altri travagli, hanno paura ma sanno come funzionano le cose. E il giorno dopo sono già a casa a prendersi cura della famiglia e degli altri figli».

L’Ecuador è un paese povero: «C’è un grande divario tra i pochi ricchi e i tanti poverissimi. Lo stipendio base si aggira intorno ai 400 dollari: il costo della vita è minore ma tanti non hanno lavoro. Si vive di pesca o tentando di vendere qualsiasi cosa per la strada». Niente progetti per il futuro, ma anche meno stress. Lo scorso aprile però il paese è stato colpito da un grave terremoto: «Noi siamo vicini all’epicentro, anche la settimana scorsa abbiamo sentito due repliche belle forti.Per fortuna però, almeno per adesso, da noi non è ancora crollato nulla».

Il governo parla di 500 morti, «ma la gente sostiene che in realtà siano molti di più». Intanto Angela Onisto persegue nella sua vocazione: far nascere bambini e aiutare le mamme. «È stato durante le superiori all’istituto Barbarigo, in quarta o quinta, che ho deciso che mi sarebbe piaciuto fare questo della mia vita. L’ostetrica non si occupa solo del parto: segue l’intera gravidanza ed è un punto di riferimento per tutta l’età fertile della donna. È una confidente, una persona di supporto. Poi... vedere la vita nascere è davvero indescrivibile. Penso sia la cosa più bella del mondo».

Aggiornamento (dicembre 2017)

Angela lo scorso 20 ottobre, quando nel Duomo Padova, assieme ad altre 15 persone, è stata inviata dal Vescovo Claudio in missione. Stavolta la sua destinazione è l’Angola, dove collaborerà con le iniziative di Medici con l'Africa - Cuamm. Foto di Elena Fiorenzato per il Centro Missionario Diocesano Padova.